ToutestMag #05 – Focus on Luca Casonato

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Il lavoro del fotografo Luca Casonato si distingue per una forte propensione alla ricerca e all’approfondimento, quasi scientifico, di tutti i soggetti coinvolti nei suoi progetti fotografici.

I suoi lavori hanno spesso carattere seriale, sono strutturati metodicamente e costituiscono scenari frammentati. Ogni scatto è parte di qualcosa, un piccolo tassello di un quadro più ampio. Luca Casonato ci regala la sua visione artistica attraverso un’estetica contemporanea e un punto di vista quasi ingegneristico (prima di specializzarsi in fotografia nel 2005, si laurea in ingegneria edile).

Al suo lavoro sono stati attribuiti nel corso degli anni diversi premi e menzioni, tra cui il prestigioso International Photo Awards nel 2012 per la categoria “Architecture – Industrial” con il suo progetto “Colliders”.

Ecco la nostra intervista a Luca:

1) Nell’arte contemporanea e figurativa la fotografia ha assunto oggi un ruolo più che mai centrale. Come ritieni che le tue opere si collochino in questo contesto?

Credo che i miei progetti fotografici si collochino nel filone della fotografia documentaria di paesaggio, cioè in quel filone che indaga e fotografa il paesaggio contemporaneo per descrivere la società che lo abita. Fotografo il contenitore per mostrare il contenuto.

Inoltre credo molto nella fotografia che si esprime attraverso i propri mezzi specifici – profondità di campo, diaframma, dettaglio, grana, messa a fuoco, ecc… – senza bisogno di ibridazioni o artifici retorici, come ad esempio i filtri di instagram e il ‘ridipingere’ i soggetti. Prediligo una normalità della visione.

2) Negli anni le tue opere sono state esposte nei più importanti gallerie/musei di fotografia contemporanea. Hai inoltre ricevuto premi e riconoscimenti a livello nazionale e internazionale, qual è il segreto del tuo successo?

La curiosità e la gratuità sono due elementi che mi hanno sempre caratterizzato: tutti i miei progetti fotografici sono nati dal sincero desiderio di indagare e capire un pezzetto di mondo. Inoltre ho sempre approfondito le mie ricerche, portandole avanti per tempi lunghi, senza cedere alla fretta di mostrare subito delle immagini.

3) Le tue fotografie si ispirano a soggetti “particolari” che possono ritenersi seriali e modulari, perché?

Da dove trai la tua ispirazione artistica?

La modularità e la serialità sono due caratteristiche imprescindibili della società e del paesaggio in cui viviamo, nelle mie immagini cerco di enfatizzare ancora di più questi aspetti ritraendo soggetti ‘simili’ fra loro.

Anche gli autori a cui mi ispiro maggiormente – August Sander, i coniugi Becher, i fotografi della scuola di Dusseldorf – hanno integrato nella pratica fotografica una modalità catalogatoria e un atteggiamento operativo ossessivo compulsivo. D’altro canto fotografare molti soggetti simili fra loro equivale a fotografare l’oggetto assoluto, platoniano, che essi rappresentano.

4) Tra le tue aspirazioni, cosa vorresti ancora fotografare, catturare con la tua macchina fotografica e non sei ancora riuscito a realizzare?

Mi piacerebbe molto fotografare Chittagong, una città del Bangladesh i cui 20 chilometri di costa sono un cantiere a cielo aperto per lo smantellamento di gigantesche navi ormai inutilizzabili, migliaia di operai che con semplici attrezzi smantellano giganti del mare.

Un altro grande sogno nel cassetto è fotografare i maggiori acceleratori di particelle negli Stati Uniti d’America, un secondo capitolo del progetto “Colliders”.

5) Tra le tante fotografie che hai scattato, ce n’è una in particolare a cui sei fortemente legato?

Come artista contemporaneo che messaggio vuoi dare o meglio cosa vuoi suscitare nello “spettatore” della tua Arte?

Mi sento particolarmente legato alla foto del progetto “Splendid China” in cui si vede un edificio tradizionale rosso in primo piano con una selva di palazzi contemporanei molto alti sullo sfondo; oltre all’immagine del giardino cinese, tratta da “Persistence & Transition”, nella quale c’è sempre un contrasto fra antico e nuovo, fra primo piano e sfondo.

Con le mie immagini desidero far nascere nell’osservatore dei “dubbi veri” che sostituiscano le “false verità”, i luoghi comuni, da cui spesso siamo abituati. I miei progetti fanno nascere delle domande, e non vogliono rassicurare l’osservatore, se non apparentemente.

6) Che ruolo pensi abbia l’e-commerce per l’arte contemporanea?

Credo che l’e-commerce aiuti gli artisti a mostrare le proprie opere ad un pubblico molto vasto, oltre a spingere le persone ad avvicinarsi alle opere d’arte senza la reverenza che spesso musei e gallerie incutono. L’e-commerce rende il mondo dell’arte più democratico e alla portata di tutti.

7) Quali sono le tue aspettative in merito alla collaborazione avviata con ToutestCool?

Credo che ToutestCool sia uno spazio molto interessante dove mostrare le mie fotografie, e che questa collaborazione farà nascere in me nuove idee per nuovi progetti fotografici 

Sono anche molto curioso delle interazioni con gli utenti: mi piacerebbe molto se i visitatori del sito non si limitassero solo ad acquistare delle mie opere ma ci fosse una fase di consigli sulla scelta e l’allestimento delle opere nel loro spazio.

Credo ci sia del gran potenziale.

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In senso orario: Fotografia SFUM2 A – Serie TQE 2020, Fotografia Blue – Serie TrashScape, Serie PopInsect – Foto #08, Fotografia SFUM2 B – Serie TQE 2020, Serie PopInsect – Foto #09, Fotografia LPSC01, Grenoble France – Serie Colliders.

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